Il mercato sta con Scaroni

Il pragmatismo del mercato batte il populismo del Tesoro. L’assemblea dell’Eni, che ieri sera ha approvato la nomina di Emma Marcegaglia a presidente del gruppo, ha bocciato l’introduzione nello statuto della “clausola di onorabilità” richiesta dal ministero dell’Economia in nome di una demagogia forcaiola. Gli azionisti – sembra soprattutto i fondi stranieri – hanno fatto mancare la maggioranza dei due terzi necessaria per sancire l’ineleggibilità e la decadenza automatica degli amministratori privi dei requisiti di onorabilità pretesi dal governo.
9 MAG 14
Ultimo aggiornamento: 17:31 | 15 AGO 20
Immagine di Il mercato sta con Scaroni
Il pragmatismo del mercato batte il populismo del Tesoro. L’assemblea dell’Eni, che ieri sera ha approvato la nomina di Emma Marcegaglia a presidente del gruppo, ha bocciato l’introduzione nello statuto della “clausola di onorabilità” richiesta dal ministero dell’Economia in nome di una demagogia forcaiola. Gli azionisti – sembra soprattutto i fondi stranieri – hanno fatto mancare la maggioranza dei due terzi necessaria per sancire l’ineleggibilità e la decadenza automatica degli amministratori privi dei requisiti di onorabilità pretesi dal governo. E’ una piccola rivincita per Paolo Scaroni il quale infatti ha commentato: “Avevo già detto che nessuna società al mondo ha una clausola di questo tipo e siccome il mondo sono i nostri azionisti, si sono espressi”. Ma, al di là [**Video_box_2**]della reazione dell’ex amministratore delegato, che proprio a causa di questo vincolo è uscito dalla corsa per il rinnovo, a tirare un sospiro di sollievo sono tutti i soci del Cane a sei zampe e, indirettamente, delle altre società pubbliche italiane (che nelle scorse settimane avevano trovato l’autorevole sponda del Wall Street Journal). La clausola di onorabilità non è solo un’intrusione pericolosa nella vita di una società: lo è particolarmente nel nostro paese, che certo non è famoso per l’equilibrio e il rigore della magistratura. L’Eni non è il giocattolo del ministero dell’Economia, ma un’azienda privata, sul mercato, che appartiene ai sottoscrittori delle sue quote: se questi vogliono affidarne la guida a individui con un identikit diverso da quello tracciato dall’esecutivo, quest’ultimo (al di là dell’utilizzare diversamente i suoi diritti di voto) dovrà renzianamente farsene una ragione.